La scena è stata questa: io al computer e Paky in giro per casa. Rientra in sala e mi trova immobile e silenziosa davanti a ciò che leggo. Mi chiede cosa succede. Giro lentamente la testa verso di lui. Dice che ho parlato a labbra strette, di pietra anche quelle, e gli ho detto lentamente: " Me lo pubblicano...". "Chi? Come? Quando?", lui rideva. A quanto pare mi sono sbloccata solo dopo qualche ora. E così la mia storia in Second Life diventerà un libro. Tutto quello che mi è capitato, le mie avventure di escort, i clienti, il forum, il branco, il mio primo amore trasformato in odio, la storia d'amore con Paky. Tutto verrà immortalato. Ed io ancora non riesco a crederci. Poco tempo fa Paky era in casa mia a leggerlo e rileggerlo per trovare gli errori che mi erano sfuggiti. Ogni capitolo corretto un brindisi. Il vino ha bagnato i nostri sorrisi ed è stato testimone di questo rapporto che è cresciuto, si è rinsaldato, ha rivoluzionato la mia vita. Io che volevo restare single per sempre, adesso condividerò con questo ragazzo anche la mia casa. In effetti non ha molto senso passare 20 ore su 24 al telefono. Se c'è un'esigenza fisica bisogna soddisfarla. Second Life è stato importante, basilare, per la mia crescita come scrittura e per la conoscenza del mio compagno. Ricordo ancora Terence Back, nei nostri primi incontri, quando mi lesse ad alta voce un pezzo del mio blog, facendomi sentire, da estranea, che era davvero emozionante. Le sue parole: "Pubblicalo, hai talento.. credici.." sono state la spinta decisiva. Leòn, che veniva a trovarmi e continuava a ripetermelo: "Che aspetti? sono sicuro di ciò che dico.. verrà pubblicato!". E gli amici di Salimar.. Jacaranda.. Jozeph.. Wapy.. vi ringrazio caldamente davvero tutti. Ci sono stati momenti in cui avrei mollato, in cui non mi sentivo sicura, sono disfattista per natura, e se non fosse stato per Paky probabilmente nessun editore avrebbe ricevuto il mio racconto. Hanno tentato di sporcarci, di disfarci questo piccolo paradiso, col pettegolezzo, con l'invidia, l'intolleranza, nel nostro amato mondo virtuale. Nel reale invece la gente è felice per noi. Nel reale ci sentiamo più leggeri. Proprio per l'importanza che abbiamo dato al metaverso, come base di partenza per la nostra creatività, le nostre idee, le relazioni che si sono create, dall'altra parte le maldicenze hanno ferito, e forse più Paky di me, (ci ero abituata). Fatto sta che ci prendiamo una pausa, e non significa scappare. Faremo ancora serate letterarie, discussioni, a Salimar, tra qualche tempo. Ma per ora dobbiamo "disintossicarci" e soprattutto dedicarci l'un l'altro in questa realtà che si prospetta intensa, serena, fatta di piccole grandi cose. Questo è il periodo in cui io mi dedico al fare collane con pietre indiane. Ne faccio tante, donne della mia città le indossano e spargono la voce. E' il periodo in cui organizzo spettacoli di danza. Il periodo in cui vado al mio mare per ritrovarmi a luglio già abbronzata e perché mi piace quel calore che si avverte nei mesi primaverili. Certo, non è paragonabile al mare di Salimar, ma in un certo senso lo considero simile. Lo lego ad un senso di pace e tranquillità interiore che da sempre mi trasmette. E in tutto questo ci sarà Lui. Sarà strano, sarà difficile, sarà anche divertente, e splendido. E' ciò che voglio. Che si prenda cura di me, così giovane ma così protettivo e rincuorante. Inizierò un secondo libro, stavolta niente di autobiografico, o forse sì ... qualche traccia di noi c'è sempre negli scritti. E quando torneremo in Second Life, saremo ancora più ricchi dentro, e di sicuro più sereni di adesso. C'è stato un odio "generale" verso nemici "costruiti" dal proprio immaginario che ci ha visti coinvolti, senza tentare nemmeno di conoscerci a fondo, il tutto nato probabilmente da problemi personali inconsci... nel reale io e Paky siamo persone amate come tutti. Strano ritrovare ostilità nel virtuale, se è vero che qui viene rispecchiata la propria personalità. Significativo, direi. Una volta Trilly mi disse che non sopportava chi sfruttava Second Life per scrivere un libro sparendo subito dopo. Sono certa che capirà che il mio è un caso differente. Che forse sono stata l'unica persona che ha scritto ciò che davvero ha provato e vissuto. Ringrazio lei ed Ash per avermi seguita fin qui. Il rumore che è stato creato nel finale del nostro primo capitolo di storia virtuale voleva essere una lezione morale. Volevamo dimostrare la debolezza dell'animo umano, esasperata dietro la maschera di un monitor, ma siamo certi che le vostre persone reali sono diverse, e che se ci incontrassimo per strada tutto prenderebbe altra piega. I fantasmi virtuali si dileguerebbero per lasciare spazio a sensazioni visive e tattili che potrebbero stupire, confondere, far cambiare il proprio punto di vista. Finisco con un consiglio. Questa voglia di stringere relazioni amichevoli attraverso internet e che vi fa creare dei gruppi, concentratela di più dal vivo. Rischiamo di diventare sempre più orsi. Sempre più distanti da chi ha bisogno davvero di noi. "Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato" (W. Shakespeare)
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