Tra Peccati e Branchi di Second Life

sabato, 17 maggio 2008

 gomorra

"Gomorra, film al limite tra narrazione, ricerca e analisi. In alcuni tratti può sembrare addirittura un documentario sul cosiddetto “sistema” ovvero la criminalità organizzata campana.

La pellicola preferisce presentare ed esaminare vari personaggi, ognuno con la propria “routine quotidiana criminale”, piuttosto che offrire allo spettatore una vera e propria trama.

Scelta sicuramente adeguata per chi come Saviano e Garrone vuole denunciare il danno enorme che da anni la camorra infligge alla Campania.

Un “viaggio” criminale che attraversa tutte le età: dal ragazzino che subisce il fascino della figura del malavitoso, al giovane criminale stroncato nel pieno della sua “carriera”, al vecchio capo che ormai non conta più nulla e che deve vivere con un vitalizio passatogli dal clan…

Il messaggio finale fa capire che in quel contesto nessuno è libero poiché nessuno ha la libertà di scegliere, nemmeno i boss.."

Paky

"Un film che colpisce per la perfetta recitazione degli attori, sembra di osservare le vicende che si susseguono spiando dal buco della serratura. Scrive Saviano nel suo libro "Si crede stupidamente che un atto criminale per qualche ragione debba essere maggiormente pensato e voluto rispetto ad un atto innocuo. In realtà non c'è differenza. I gesti conoscono un'elasticità che i giudizi etici ignorano", e rivedo l'immagine del ragazzino che fa il provino per entrare nel clan, che inizia la carriera facendo la "vedetta" nel cortile, finisce per dover scegliere da che parte stare.

E' del tutto naturale, non c'è bisogno di pensarci su, sei nato lì dentro e compi azioni che ritieni legittime. E' questa la vera tragedia. Bambini che crescono con la convinzione di essere dalla parte del giusto. Futuri adulti che non si potranno più recuperare.

Amaro in bocca, il finale. Il libro è un vero pugno nello stomaco, soprattutto per chi è nato in quelle zone e ne ha sentito l'odore, prima di scappare.

Di Garrone ho amato "Primo Amore", e prima ancora "l'Imbalsamatore". Mi piacciono i primi piani, veritieri, gli attori che recitano con lo sguardo. Mi piace meno l'uso della digitale, sembra che al cinema non potrò andare più. Ogni volta che rientro a casa devo correre in bagno a vomitare....

Naadirah

 

sussurrato da naadirahenjoys
alle 10:03

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