bdsm | Tra Peccati e Branchi di Second Life

mercoledì, 26 dicembre 2007

quadro

Il Master

Quanta pazienza non hai con me, sei generoso nello stile, incalzante senza freni, vittima sublime delle mie provocazioni più ignobili.
Assapori ogni mio movimento del corpo e ne fai uso e consumo per imbarazzarmi davanti alla folla. Raccogli le briciole di pane sulla gonna e approfitti per accarezzarmi l'inguine, folle eroe dei miei tempi.

Guarda pure, cerca i miei tratti di profilo, quelli peggiori, altre impertinenze non mi sconvolgono più. Ti mancano solo le rose da offrirmi quando salgo sulla carrozza che si trasforma in zucca. Il cavaliere della notte impetuoso cerca di risvegliare la brutta addormentata morta di sonno. Quanta pazienza non hai con me!

Eppure dovresti saperlo, lo sanno tutti, che dentro non c'è calore, non c'è linfa, tutto è spento, la batteria è scarica, e allora perchè ti chiedevo il coltellino speciale per aprire i miei orologi buttati nel cassetto? Te li porto io in negozio a cambiare le batterie, ma allora non è chiaro.. io devo fare tutto da sola. Inutile cercare di rendermi la vita facile, io quella lì non la voglio proprio.

Ma dove è finito quel Marco? ma quanto tempo è passato dall'ultima volta che salivi sulla metropolitana e tutti si accorgevano che qualcosa non andava, perchè restavi impalata a guardare una tua immagine devastata al finestrino e non scendevi più. Il mondo altrove, e tu a sguazzarci dentro. I segni che restavano sulla schiena e il dolore quando cambiavi vestito. I limiti estremi delle nostre paure. Non guardare giù. Resisti. Amante padrone, belva mai sazia.

Ti fotterò il cervello. Non avrai scampo. Perchè puoi scappare solo con chi ti scopa la carne. Ti nutrirò di sangue. Avrai l'orgoglio stampato sulla faccia quando vedrai allo specchio i risultati di questo rito. La prima seduta. La seconda. E quel tuo pianto improvviso, devastante, irrefrenabile, quando ti ho chiesto di godere in silenzio, di non farti scappare nemmeno un lamento. E resistere significava renderti conto del mio incontrastato potere nei confronti di tutto il resto. Ti rendevi conto di come sapevi emozionarti? Ma ti vedevi?

Mi vedo invece dopo. Con la stessa difficoltà a respirare. La stessa a parlare. Ma dov'eri finito tra le mie lacrime? In quale cuscino dovevo cercare il tuo odore? E quante volte ho desiderato ritrovarti in loro. Quando mi ha violentata quell'avvocato. O quando l'uomo in nero mi ha chiesto un pompino nel sottoscala. E l'attore mi ha strappato la maglietta. E per tutto l'amplesso pensavo a come ricucirla. Ognuno di loro un ritorno a te. Un disperato tentativo di cercarti. In tutta la normalità del mondo. In tutte le strade. In ogni scelta.

Fino a cancellarti per sempre dalla mia carne in offerta.

(marzo 2006, artista: Lorenzo Mattotti)

sussurrato da naadirahenjoys
alle 08:36

commenti (2) | frammenti, bdsm