branco | Tra Peccati e Branchi di Second Life

mercoledì, 16 luglio 2008

Ecco un pensiero della serata:

http://piublog.splinder.com/post/17813063/Il+branco+e+la+foresta+di+Seco

La land non era Portofino, ma Impero Web. Il tema non era prettamente "La felicità in Second Life", ma "La ricerca della felicità" secondo visioni di scrittori e filosofi nel tempo, rapportata al nostro mondo virtuale...

Nel momento in cui è stato toccato il tasto della bellezza e del denaro come mete del proprio godimento psicofisico, gli avatar hanno preferito evitare di dire la propria, scatenandosi invece quando, con la lettura di Sarka, il tema della felicità si è intrecciato con i sentimenti nel virtuale.

Questo perché...

Ogni avatar che entra ti incontra e ti chiede: come si guadagna qui dentro? é vero che si diventa ricchi?

Ogni avatar che entra ti incontra e ti chiede: dove hai comprato quella bella skin? (pelle da applicare al pupazzetto animato), come posso diventare bello/a?

Sarebbe stato ipocrita da parte del pubblico affermare il contrario, e infatti c'è stato un silenzio assenso.

Abbiamo invece notato le diverse opinioni riguardo ad una serenità apparente o meno nel nostro metaverso con la lettura di Sarka sull'amore virtuale.  Quello che volevamo capire, o forse volevo capire io, Naadirah Graves, è se ci si può accontentare per sempre di una storia d'amore che non sfocia nel reale, come Sarka chiedeva a Marco.

Il mio pensiero lo conoscete: sono sempre propensa a rendere reali le cose, ed il più presto possibile. E se sono felice in questo momento è perché l'avatar di cui mi sono innamorata è diventato uomo appena ne abbiamo sentito l'esigenza.

Il mio avatar forse non sarà dignitoso per ciò che fa in Second Life, il mio personaggio che guadagna vendendosi non è il massimo cui si possa aspirare, ma questo non mi sfiora minimamente, perché i due universi sono per forza di cosa distinti e psicologicamente non si intersecano più già da tempo, tuttavia sono sicura che nei rapporti con la gente lì dentro io sono comunque me stessa.

Sono d'accordo quindi con Mexi Lane, quando dice che se l'avatar non rispecchia la nostra vera anima, prima o poi "verrà ucciso da noi stessi".

La mia interpretazione personale del messaggio che lascia il romanzo "Vita di Isaia Carter, avatar", è che la vera felicità è nelle braccia della persona che amiamo.

"La morte è sapere che non mi scriverà mai più"

Ed è lì che Isaia trova il senso della sua esistenza, quello che cerca per tutto il viaggio.

Finisco proprio con un suo pezzo:

"Non decido niente. Ogni volta che intraprendo un lavoro vengo dirottato altrove, è impossibile avere determinazione, nessuno ha una via, si procede tutti insieme a tentoni, milioni di esseri nel buio di una vita senza origini con un futuro ancora più oscuro: forse l’Apocalisse, forse il Paradiso. Che fine faremo? Disossare il terreno, lavorare a un casinò, meditare, cercare gente da portare in un posto pieno di spazzatura.

Sono soltanto io a chiedermi il perché?

Tutto è effimero, i grandi palazzi di marmo e vetri potrebbero crollare da un momento all’altro, le amicizie che crescono di giorno in giorno sono fasulle, i rapporti, costruiti da conversazioni lampo sono vani.

Mi ha fermato uno, mentre ero diretto a un museo, e mi ha chiesto: “Secondo te mi devo rimettere i capelli?”.

L’amore dura? Posso conservare i soldi in banca? Ma quali soldi sono? E poi la casa. Ne ho viste a decine ma non posso permettermi neanche le più economiche.

Ci sono baite di montagna e ville di fronte al mare che sembrano fatte apposta per essere invidiate. Ci guardo dentro e le trovo sempre vuote……"

Il tema a mio modesto parere era bellissimo e non potevamo iniziare meglio.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 01:08

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lunedì, 14 luglio 2008

pecore_accumoli

Il giorno del debutto del gruppo "Il Branco", (e siamo emozionatissimi, grazie a Jacaranda per le belle parole, grazie a tutti gli amici che hanno desiderio di ascoltarci e si sono congratulati per l'iniziativa),

segnaliamo un altro post interessante da un blog che parla di Branco. Il tema sta dilagando nei diari di bordo dei residenti di Second Life:

http://www.marcoduff.com/2008/07/14/pecoroni-da-blog/

Secondo il quale esisterebbe una categoria di Pecoroni da Blog.

Forse si intende quelli che leggono un argomento in un blog e di conseguenza seguono la scia ribattendo qualcosa?

Non mi è molto chiaro.

Se è vero che il lupo si morde la coda, sarà anche vero che se la rosica?

A parte questi discorsi futili, il nostro Branco è letterario e per questo noioso, non ci sono pettegolezzi per attirarvi, non troverete clamorose dichiarazioni, nessun capro espiatorio...

... certo che qualcosa di magico c'è...

... ma se avete l'animo ingabbiato dall'incapacità di apprezzare le cose belle, dall'incapacità di sapersi mettere in discussione... non potrete mai apprezzarla. Cercherete sempre il gossip. Cercherete sempre la gogna.

Come quando vi soffermate sui post che parlano di branco e non su quelli che parlano di Ustica.

That's all.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 13:21

commenti | branco

Ed ecco la presentazione della serata... un po' particolare :)

http://www.youtube.com/watch?v=YNWFqnUpyNM

sussurrato da naadirahenjoys
alle 00:05

commenti | branco

giovedì, 10 luglio 2008

branco

 

Ancora una serata emozionante, perché le emozioni ci fanno bene.
Un tema che ha da sempre affascinato scrittori, artisti, filosofi, poeti, e che appassiona tutti noi:
La ricerca della Felicità.

Stato emotivo oggettivo o inclinazione soggettiva?
La Felicità si impara o è regalata dal destino?

Attraverso le visioni di Emma Bovary, Dorian Gray, Marco (Claudio Forti), Seneca, Isaia Carter, Epicuro e tutti i presenti della serata, un percorso sui mille aspetti della Felicità cui ambiscono l’uomo nella vita reale, e l’avatar in quella virtuale.

Ed è significativa la scelta della land per il nostro debutto, perché il Branco azzanna i pregiudizi e l'ipocrisia, in tutte le dimensioni che ci è dato vivere.

ALLA RICERCA DELLA FELICITA'

Lunedì 14 luglio ore 22.30

Haebyon (Italian Lesbian Club) http://slurl.com/secondlife/Haebyon/250/16/48/

sussurrato da naadirahenjoys
alle 13:18

commenti (2) | branco, alla ricerca della felicità

lunedì, 23 giugno 2008

Il Branco Continua...

mostrando un'immagine violenta della tifoseria italiana.

stadio_violenza-1a120

Milano, aggrediti tifosi spagnoli
Insulti e botte in piazza del DuomoMILANO -

Dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi iberici che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in piazza Duomo a Milano, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza. Prima gli insulti, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi a torso nudo, con tatuaggi e teste rasate che brandivano caschi e bottiglie di vetro. E' intervenuta la polizia; qualcuno è dovuto ricorrere alle cure dei militi di un'ambulanza ma le ferite sono di poco conto.

Tanta la tensione. "Erano dieci stupidi che tiravano bottiglie, ma ho avuto paura", spiega Sara, 21 anni di Alicante, "Ci hanno inseguito fino sotto ai portici di Corso Vittorio Emanuele - racconta Laura, 20 anni, anche lei di Alicante - tiravano sedie, bottiglie e ci insultavano. Uno aveva un casco da moto in mano". "Ho avuto molta paura, certe cose, almeno in competizioni come gli Europei e i Mondiali, in Spagna non succedono, anche se so che il tifo italiano è spesso esagerato", aggiunge Paula, 25 anni di Malaga.

Delusa e malinconica la folla di tifosi azzurri - dodicimila secondo le stime della Polizia - si è presto dissolta lasciando sulla piazza solo le squadre di agenti in abbigliamento antisommossa e le ambulanze intervenute per soccorrere i tifosi spagnoli aggrediti.

(22 giugno 2008) (La Repubblica)

Le mie opinioni in merito le conoscete, odio qualsiasi forma di branco possa nascere dalla nascita di un gruppo, perchè tendente sempre a forme di violenza, fisica o psicologica che sia. 

La Spagna è un paese per cui lascerei volentieri l'Italia. Diciamo che è più "avanti" di noi. E lo abbiamo dimostrato anche stavolta :)

sussurrato da naadirahenjoys
alle 07:38

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giovedì, 12 giugno 2008

24

"Siamo come in un grande fratello virtuale.

Ma non spogliati dei nostri vestiti.

La gente che ci osserva spia i risvolti mentali.

Perchè si proietta su di noi.

Proiezione del proprio io.

Un continuo confrontarsi.

Chi è più alto.

Chi è più basso.

Chi ha più amici.

Chi ha più sudditi.

E' un grande fratello di inutile valore.

Non ci accorgiamo che veniamo amati per il nostro nome.

Quando il nome finirà, perderemo anche quell' "occhio" di riguardo."

"Quoto, Ergo Sum", di Naadirah Graves

sussurrato da naadirahenjoys
alle 22:48

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sabato, 07 giugno 2008

acchiappaparole

Ognuno ha una missione nella prima vita. Non nego di aver pensato spesso: ci sarà una missione anche nella seconda? (ndr: Second Life, o piuttosto mondi virtuali connessi).
Il mio vizio è stato quello di raccogliere parole come in quest'opera di Maggie Taylor, piuttosto che vedere fatti, poiché nel virtuale puoi soltanto leggere ciò che viene espresso, prima di arrivare a conclusioni.

E che la pianta fosse malata si vedeva dalle foglie, secche, inaridite, poche. Nel tentativo disperato di aggrapparsi ai rami ormai privi di linfa, il gruppo degli "adulatori", spaventati da una vita solitaria lì sulla terra, in balia del vento.. rinunciava a dire la verità. La pianta, forte dell'omertà delle sue foglie pensava di poter resistere al tornado degli eventi e del malcontento del bosco.

Ma il bosco lamentava, urlava, e digitava parole su parole per protesta. Le foglie non volevano ascoltare e la pianta cominciava a sanguinare. Ormai il processo si mostrava irreversibile. Il bosco tornò in silenzio, c'era solo da attendere.

"Quando viene a mancare la preda, il branco si sbrana da solo", era questa la frase che avevo catturato. Avevamo soltanto detto la verità. Avevamo scavalcato i muri dell'omertà, con tutti i rischi ed i pericoli conseguenti, ma avevamo svegliato il bosco. Ci hanno aggredito, quelle povere foglie sfinite dalla paura di veder crollare la pianta su cui erano aggrappate da tempo. Ci hanno accusato di voler strumentalizzare per un nostro fantasioso scopo il resto degli alberi. Hanno provato a ridicolizzarci.

E quelle stesse foglie, non hanno retto più. Si sono accorte che il bosco era più folto e rigoglioso della pianta malata.
Siamo stati a guardare, in silenzio.
Abbiamo aspettato.
Ed ora quella pianta è sradicata, ed è stata portata via.

Le foglie sono in balia del vento, e hanno una nuova sfida da vincere: quella dell'individualismo. Starà a loro provarci. Altrimenti, troveranno una nuova pianta, di quelle subdole, cui aggrapparsi ancora una volta. E purtroppo il ciclo si ripeterà.

Questa era la mia missione. Raccogliere parole e consapevolezza. Svegliare il bosco.

E guardare in silenzio.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 16:21

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mercoledì, 14 maggio 2008

lice

"Paky, sono costretto a sollevarti dall'incarico di moderatore per questione riservatezza affare "Naadirah Graves"... preferisci renderlo pubblico o vuoi far passare sotto silenzio?"

richiamo foresta

Il Branco. La differenza tra capo-branco e capo-gruppo. Il branco che si unisce per istinto animale, come succede a Buck, il cane protagonista del romanzo di Jack London.

lila_dice_CTL

Il branco nelle forme umane raggiunge livelli di violenza inaudita. Chimo descrive una scena di violenza sessuale angosciante..

esclusa

Il branco come pettegolezzo. Condurre la propria vita in base a "ciò che dice la gente". Sentirsi esclusi per una menzogna che diventa verità a furia di essere raccontata.

KUNDERA_scherzo0

Il branco come unione ed esclusione del diverso modo di vedere nel mondo della politica. Come ne Lo Scherzo, dove il protagonista viene espulso dal partito per "atteggiamenti individualistici".

Il branco nel virtuale.

Il forum, l'estromissione di Paky come moderatore avvenuta per questioni personali passate sotto silenzio. Ed un inconscio desiderio di una persona che è diventato desiderio di tutti gli altri. Un'area di scrittura inaccessibile in cui i "capi" virtuali disprezzano apertamente ciò che scrivono gli utenti, e già solo questo sarebbe passabile di denuncia...

La serata finita in stile processo, ma anche la lezione morale.

Come si cambia dietro un monitor, come la nostra rabbia si esprime liberamente sotto forma di presunta imparzialità. Come traiamo forza dall'approvazione altrui, creandoci nemici che non esistono.

Ero a Palermo. C'era un gruppo di chat molto unito. Li frequentavo. Qualche uomo del branco ci provava, qualche altro aveva la moglie a fare da guardia. Divenni l'amante di uno sposato (la moglie non frequentante la chat). Divenni il capro espiatorio. Non mi invitavano più ai raduni.

Si incontravano spesso in un locale, gestito da un ragazzo della chat. Lui un giorno mi chiamò per proporre: "Andiamo al mare?". Passammo una giornata tranquilla a raccontare delle nostre vite. Di fronte al tramonto mi disse: "Ma non sei così terribile come ti dipingono..". Lo portai a teatro quella sera, era la sua prima volta. I cellulari spenti. Il branco a chiamare ripetutamente entrambi. A scrivere nella chat: stanno trombando. Lui a dire che eravamo a teatro. Tutti a ridere: "Tu a teatro?".

Io divenni la "puttana", quella che rubava i mariti. Il pericolo. Gli dissero: "Scegli, o lei o noi. Se sceglierai lei non verremo più nel tuo locale". Erano clienti abituali, erano in venti circa. Una bella perdita. Lui rispose: "Scelgo la mia amica". Lo abbandonarono. Dopo qualche tempo il locale ha chiuso, ed ora Piero è in Lombardia a lavorare, marito e padre.

E del branco cosa è rimasto? Col tempo si sono sbranati tra di loro. Andate via le prede, è successo di tutto.

Questa è stata amara realtà.

Della virtualità attuale io ho solo Paky.

Gli eventi di quest'ultimo mese, rispetto a ciò che è accaduto a noi due, sono stupidaggini. Episodi che ci hanno stimolato a scrivere e a creare una serata, l'ultima di questo ciclo.

"Paky e Gold sono la stessa persona ed è la prima volta che lo scrivo pubblicamente. Niente è mai stato scritto ufficialmente prima di questo post.

Ti amo Paky.

Grazie di tutto.

(In sottofondo il brano di Roberto che non siamo riusciti a sentire bene..)

Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo
Ti lascio il sole, che lasciò mio padre a me.
Le stelle brilleranno eguali e uguali ti indurranno le notti a dolce sonno
.
Il mare t’empirà di sogni.
Ti lascio il mio sorriso amareggiato. Fanne scialo ma non tradirmi.
Il mondo è povero oggi.
Si è tanto insanguinato  questo mondo ed è rimasto povero
Diventa ricco tu, guadagnando l’amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta e l’arma con la canna arroventata.
Non l’appendere al muro, il mondo ne ha bisogno!
Ti lascio i simulacri degli eroi con le mani mozzate,
ragazzi come te che non fecero in tempo ad assumere austera forma d’uomo,
Madri vestite a bruno. Fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di
B
elsen e di Auschwitz.
Fa presto a farti grande.
Nutri bene il tuo gracile cuore con la carne della pace del mondo, ragazzo, ragazza.
Impara che milioni di fratelli innocenti svanirono, un tratto, nelle nevi gelate, in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici. Già, i nemici dell’odio.
Ti lascio l’indirizzo della tomba, perché tu vada a leggere l’epigrafe.
Ti lascio accampamenti di una città con tanti prigionieri
Dicono sempre sì, ma dentro loro mugghia l’imprigionato no dell’uomo libero.
Anch’io sono di quelli che dicono di fuori il sì della necessità, ma nutro dentro il no.
Così è stato il mio tempo.
Gira l’occhio dolce al nostro crepuscolo amaro.
Il pane è fatto pietra, l’acqua fango, la verità un uccello che non canta.
E’ questo che ti lascio.
Io conquistai il coraggio di essere fiero.
Ma tu sforzati di vivere, salta il fosso, da solo, e fatti libero.
Attendo nuove. E’ questo che ti lascio.

                                                                                       Kriton Athanasulis

sussurrato da naadirahenjoys
alle 18:22

commenti (9) | branco, second life, salimar

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Serata Il Branco

Quando conobbi il mondo delle chat, otto anni fa, rimasi impressionata dalle relazioni di interdipendenza che si creavano tra utenti di una stessa "stanza", come accade tra soci di un club o di un partito politico.

Il mio secondo racconto parlava proprio di episodi che mi hanno vista protagonista, e non so perché, ma nel momento in cui mi sono ritrovata di nuovo nella situazione medesima, ho avuto ispirazione per un romanzo-diario. Si vede che il tema mi sta molto a cuore.

Stasera affronteremo le varie forme di gruppo e di branco nella vita reale attraverso letture di autori importanti. Per finire a lasciarvi parlare a ruota libera di quello che ha coinvolto diverse persone che avranno coraggio e voglia di raccontare la propria esperienza nei gruppi virtuali.

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Quello che penso è abbastanza chiaro. Mi ha vista protagonista ben poco, ma ha toccato da vicino una persona a me cara. Fino a quel momento non mi ero resa conto del funzionamento di quel forum dove la persona scriveva spesso. Gli ho chiesto quindi il favore di leggere approfonditamente e conservare qualcosa che potrà essermi utile per altri progetti. E ho capito che..

E' come ritrovarsi in un paesino governato da una decina di personaggi-militari che hanno creato una sorta di "regime". Questi "capi", considerati tali dagli altri utenti, partecipano con messaggi infiniti, a volte più degli stessi utenti, tanto che all'inizio, essendo tarda a capire certi meccanismi, non avevo intuito il loro ruolo. Sono talmente presenti da far pensare ad un loro modo di volersi imporre e tenere il controllo su tutto ciò che viene riportato scritto, come firme di moschettieri fatte con la spada, o colpi di pistola in aria. "Io ci sono e ti controllo, ho il potere su di te", questo è il messaggio intrinseco che si avverte.

8F

Lo stuolo di utenza è costretto a farseli amici per paura di essere richiamati fino ad arrivare alla cancellazione dell'account. E allora tutta una serie di messaggi sviolinatori, adulatori, ruffiani. Un modo presunto di "campare". Il personaggio nuovo che entra e dice la propria, viene abilmente attaccato dallo stuolo di persone ancorate tutte intorno allo stesso palo, tanto da tramortirlo prima ancora di tentare di fare parte del gruppo. Gli esempi sono davvero tanti e incredibili. Mi ricordo un episodio. Una persona riportò il link di un video che riguardava Second Life. Le risposte a raffica furono: Lo abbiamo visto già cento volte! Come dire: chi cavolo sei? non sai niente..

Episodi che impediscono volutamente all'utente nuovo di continuare con la sua presenza magari costruttiva su uno spazio che dovrebbe riguardare tutti coloro che fanno parte del metaverso (e sappiamo tutti quali effetti positivi riscontriamo se il numero di personaggi aumenta). Per questo molti lasciano quello spazio. E restano sempre i soliti trenta, quaranta da una vita. Anche noiosi. Mai niente di fresco e di nuovo.

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Come diceva ieri il mio nuovo amico del metaverso Zorro, deve essere la stessa "goduria" che si prova quando si combatte in un videogioco e si vince. Anche da adulti, l'ebbrezza del potere ("mi sentivo un dio") ha la meglio sulla razionalità.

Lo so, stasera ci saranno polemiche, dispetti, accuse, sviolinate ulteriori. E' scontato. Io mi lascerò cullare dalle letture dei doppiatori e dalle parole delle persone che amo e rispetto. Poi nel finale, sempre se potrà interessare, comunicherò giusto un paio di cosine che mi riguardano.

Il video è piaciuto?

http://www.youtube.com/watch?v=TNVJp6-_BRI

A stasera popolo del metaverso..

(Immagini: Artemisia Gentileschi, Susanna e i Vecchioni; Antonio Ligabue, Leopardo con serpente; Goya, Fucilazione alla montagna del principe Pio; Antonio Ligabue, Aquila con colombo). Si ringrazia Marta Lanzius per la scelta delle opere.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 08:31

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martedì, 06 maggio 2008

prison

"Quando mi disse che si spettegolava su di noi,

rimasi senza parole.

Su cosa si basavano? E perchè davano per scontato una cosa che né io né lui avevamo mai rivelato?

Eppure lo avevo avvisato.. ora che sei mio amico ti isoleranno..

Sentivo gli occhi addosso.

Sentivo che non ci avrebbero mai creduto.

Eravamo condannati a priori.

Sentivo quelle catene ai miei piedi e camminavo a fatica..."

Naadirah racconta la sua esperienza.

Il Branco, mercoledì 14 maggio.

Salimar

sussurrato da naadirahenjoys
alle 20:47

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pentito

Il Pentito

Paky Mariani si pente e decide di collaborare con la giustizia.

S trova ora agli arresti domiciliari nella land di Furio Little sotto stretta sorveglianza.

Qualcuno dice di vederlo giocare ogni sera a scacchi con la polizia.

Quante confessioni avrà ascoltato quella scacchiera?

Il Branco, l'Avatar dietro le Sbarre

14 maggio, ore 22.00, solo a Salimar.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 07:13

commenti (1) | branco

catena

"Secondo un antico proverbio

ogni menzogna alla lunga diventa verità...

E stai ancora scontando l'ingiusta condanna

nel triste girone della maldicenza..." (C. Consoli, Maria Catena)

Il Branco, l'Avatar dietro le Sbarre.

14 maggio 2008, ore 22.00, a Salimar.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 06:59

commenti | branco

mercoledì, 30 aprile 2008

Il Branco: l'Avatar dietro le Sbarre

pupi_saraceni

A seguito di interessanti discussioni negli ultimi giorni, accogliendo i diversi punti di vista delle persone coinvolte,

comunichiamo il tema della prossima serata a Salimar, in data 14/05/08, dal titolo: "Il branco: l'Avatar dietro le sbarre".

La differenza tra gruppo e branco. Tra "capo" del gruppo e "capo" del branco. Tra coscienza individuale e coscienza annullata. Le dinamiche nel mondo reale (bullismo, tifoseria violenta, politica) e virtuale (chat pubbliche, forum). I pregiudizi e i sentimenti che guidano l'instradamento dell'indipendenza di pensiero verso un'uniformità apparentemente "compatta" e "giusta".

Ospite, l'ex-moderatore del forum Second Life Italia Paky Mariani, estromesso dal ruolo di moderazione a seguito di unanime accordo degli altri moderatori, dopo un anno di lavoro e sostegno pratico alle persone nuove nel mondo del metaverso che necessitavano di aiuti tecnici e non.

Paky Mariani racconterà la sua esperienza, assieme a STUPENDI BRANI di Pirandello, Kundera, Chimo e Jack London, letti come sempre dai nostri amici doppiatori, e con la presenza di esperto psicologo che risponderà a tutte le nostre domande.

Per motivi di sicurezza, purtroppo saremo costretti a "vigilare" sugli avatar "creati" negli ultimi due mesi (due in particolare sono già stati segnalati) che potrebbero recare danno alla serata usando linguaggi poco consoni.

Faccio gli auguri a Paky per il suo nuovo lavoro di organizzatore serate, siamo sicuri che il suo ruolo di moderatore sia stato svolto in maniera eccellente, nel rispetto sempre delle opinioni altrui, come dimostratomi quando ancora non ci conoscevamo. Resterà per sempre il "moderatore" delle nostre serate.

Per qualsiasi suggerimento, o desiderio di raccontare la propria esperienza, potrete rivolgervi a lui (io sono via per questioni di lavoro e non potrò collegarmi). Inoltre, stiamo organizzando una serata-discussione sulle famiglie Arcobaleno (omogenitorialità), i pregiudizi verso le tendende omosessuali in internet e al di fuori, i pareri su fatti accaduti ed attuali. Anche in questo caso, rivolgetevi a Paky Mariani in Second Life per chiarimenti ed eventuale partecipazione.

N.B. Vogliamo augurarci di non ritrovare "edit" improvvisi o "warning" nella sezione "Eventi" dove si pubblicizzeranno le serate, visto che ormai non si potrà più dire che la sottoscritta "usa" il moderatore Paky per dare importanza a ciò che organizza (un ex moderatore ha tante cose spassose da raccontare LOL). Ricordo che trattandosi di serate letterarie, viene solo chi è interessato al tema e alle letture, gli altri tendono a sbadigliare presto e a volatilizzarsi. Inoltre, la vera importanza sta nella presenza di scrittori e doppiatori.

Davvero strano attribuire più importanza ad un ruolo di moderazione... è una svista o un'alta considerazione di se stessi?

Buon ponte a tutti.

N. G.

sussurrato da naadirahenjoys
alle 10:34

commenti (2) | branco, second life

mercoledì, 23 aprile 2008

Tano

"Ma in questa storia, bedda picciotta... Cu è u Boss????" chiese Tano.

"Nenti sacciu, nenti vitti..." rispose la picciotta.

"Viristi na crozza supra lu cannuni almeno?" chiese ancora Tano.

"Mu scurdavu.. mi scantai e mu scurdavu..", rispose intimorita la picciotta.

"E' bona donna, donna chi nun parra..", Tano aspirò al sigaro e strizzò l'occhio.

"Dissi u vermi a nuci: dammi tempu cca' ti spirtusu", osò ribattere la picciotta.

"Femmina disonorata sei!!!! Saccu vacanti nun po' stari a gritta!".

(to be continued..)

Ps. Nuovo contest in Second Life: CHI E' U BOSS????

sussurrato da naadirahenjoys
alle 19:41

commenti | mafia, branco

lunedì, 21 aprile 2008

IL BRANCO...

branco

Anni fa venivo a conoscenza dell'esistenza del branco nelle chat pubbliche. Avete presente quelle di Digiland con le varie stanze (Città, Temi, Sesso, ecc.)?

Notavo da subito una sorta di coesione per me del tutto nuova, alla stregua di una piazza di paese. Alcuni gruppi si ritrovavano nel reale in qualche pizzeria una volta alla settimana, per poi ricollegarsi ancora alle due, tre di notte, e chattare nuovamente la mattina dopo dai rispettivi posti di lavoro.

Integrarsi, ovviamente, non era facile, soprattutto per l'uomo. Gli uomini venivano tenuti a distanza, le donne, dipende. Se non raffiguravano il "rischio" di dispersione sentimentale tra le coppie (e quindi accoppiata, o non attraente), andava bene, altrimenti doveva stare attenta alle unghie affilate delle compagne di stanza.

Un gruppo di Milano mi invitò ad una festa. All'una di notte uno di loro, anche piuttosto in voga nel periodo, mi baciò. Alle due di notte gli assenti della serata scrissero sulla chat pubblica di questo incontro ravvicinato (avvisati via sms dai presenti). Il giorno dopo la tipa che gli stava dietro mi ha massacrato. Tre giorni dopo sono fuggita a gambe levate da quel mondo per me assurdo.

In Second Life, come nella chat, sono sempre stata uno spirito libero. Non ho mai socializzato molto, tutta presa dai miei affari materiali, mi sono dedicata quasi esclusivamente ai clienti e alla loro amicizia. Poi ho conosciuto il forum.

Certo, l'ambiente era diverso. Non come quelle chat. Qui trovavi gente che viveva una seconda vita all'insaputa del partner, gay dichiarati, lesbiche, giocatori di role play bdsm, finte donne (proprio tante eh), amanti del cybersex. Per cui, tutta convinta, ho esposto le mie teorie sulla prostituzione virtuale.

Santi Numi!

La storia la sapete già.

E' stata ampiamente descritta, e non solo qui.

Anche Claudio Forti ne parla, nel suo libro Sarka, verso le ultime pagine del libro, e senza che io gli avessi chiesto niente, semplicemente raccontandogli e mostrandogli le reazioni di tanti personaggi (grazie Claudio^^).

Il branco... è fatto di tutti questi tipi trasgressivi, o presunti tali, e persone che si dichiarano PNS (che vorrebbe dire Personaggi Non Scopanti...... già proprio così, avete letto bene.....). Insomma, individui in un miscuglio di credi e di razze, che dovrebbero per logica azzannarsi, e invece no.. per qualche arcano motivo, che cercherò di approfondire, si stringono solidi uno all'altro.

Provate per un attimo, nella loro chat pubblica, a scrivere qualcosa contro i PNS, o contro i gay, le lesbiche, il bdsm. Magari all'inizio c'erano soltanto due del branco a chattare. Improvvisamente, vi troverete in mezzo ad una serie di inviti ad andare via o insulti di ogni tipo come sassi lanciati durante una lapidazione. Gente che stava dormendo davanti alla tastiera col suo pranzo sbriciolato tra i tasti, si sveglia e viene a proteggere il tizio del proprio branco, che magari ha preso in giro tutta la sera con qualche amico.

Di fronte a questo fenomeno, non esiste razionalità.

Non esiste lucidità.

Il servizio, poi, è completamente gratuito.

Il tema della prossima serata sarà questo. Il Branco. L'Avatar dietro le sbarre. La condanna dietro il pettegolezzo.

Lo dico in anticipo per evitare "furti" di idee, come è già successo in passato :D

I branchi hanno anche le spie :D

sussurrato da naadirahenjoys
alle 14:24

commenti (2) | branco