http://www.youtube.com/watch?v=gGDV51SkInA Il video era partito come idea per altre persone, ma poi ho pensato che era adatto a Te. Te che sei stato sempre Te stesso, e forse ho avuto la fortuna di avere in dono da parte tua la Sincerità, pur se qualcuno sostiene il contrario. Chi vive in maniera immersiva le idealizzazioni non sa discernere la concretezza dall'astrazione, e non può fare altro che accusarti di essere diverso da quello che ostenti. Niente di cui meravigliarsi. Te che non hai avuto un attimo di esitazione nel volermi e che da tempo accarezzavi l'idea.. avevi bisogno solo del mio sì. Te che sei tanto diverso da tutti gli uomini egoisti che ho conosciuto e che marciranno nella loro cattiveria col tempo, lasciando dietro di sé soltanto macerie di palazzi mal costruiti. Te che hai sempre le risposte giuste per ogni mia domanda. Te che non mi imponi niente e che hai la fortuna di avere accanto una donna che non ti mentirà mai, perchè non ha mai venduto la propria anima. E tu hai capito bene di che pasta sono fatta. Questo è per Te. Mio ragazzo d'Oro rivestito. Mia Terza Dimensione. N.
Mi manchi. Ricordo ancora quando ci siamo incontrati, ti spiavo da lontano. E' bastato guardarci negli occhi per capire che la terza dimensione era appena iniziata. Sei il ragazzo d'Oro che non mi aspettavo più. Mi piace come mi accarezzi la mattina, come ti trattieni per non sembrare troppo "appiccicoso" (parole tue), come mi prendi e mi fai tua, e come ci perdiamo nel nostro paradiso. Mi piace la tua anima. Mi piace quando mi prendi in giro. I nostri piccoli giochi sono appena iniziati. Mi manchi, vieni presto... Altrimenti non la smetto di scrivere sul blog. Tua ...
Sei la sincerità, l'onestà che si ha vero se stessi prima di tutto.
Le tue analisi mi hanno sempre aperto gli occhi e la mente per poi ispirarmi.
Sei bello, sei luminoso. La tua luce viene da dentro.
Mi piacciono i lunghi discorsi dopo un film.
Mi piace che non abbiamo mai litigato.
Mi piacciono le tue critiche.
Il tuo sforzo di starmi dietro.
La tua enorme pazienza.
Il tuo "ti amo" nei momenti più inaspettati.
Sei coraggioso, altro che "senza palle", chi lo dice non ti ha mai voluto conoscere veramente..
Sei l'animo più coraggioso che io conosca
perchè non scappi, affronti tutto a testa alta.
Soprattutto i tuoi lati deboli.
Mi piace quando siamo in silenzio.
A volte è davvero emozionante.
E quando cantiamo come ebeti.
Quando ti chiedo mille volte di ripetermi una canzone napoletana.
E tu sbuffi ma poi lo fai..
Quando mi imiti.
E quando io mi vendico.
Quando mi dici che sono stupenda (per farti perdonare ??)
Bisogna ammetterlo, ci hanno provato.. Attraverso commenti, attraverso post in altri blog, attraverso dicerie dette in maniera privata.. Ci hanno provato.. un po' come in un paesotto dove si conoscono tutti e dove la coppia felice infastidisce.. "Però Gold.....sei strano...ripeti frasi già dette ed emozioni già vissute...sono certa sia tutto vero dentro di te, ma non credi di starti prendendo in giro? ":-) .... Già ... Belle parole gia' sentite, buon per te Gold."
"Già questo è proprio Gold.....
"Non farti prendere in giro, lui mente sulla sua vita reale.."
"In realtà io e Paky (Gold) abbiamo avuto una relazione tempo fa, non sfociata nel reale per volontà mia. Mi scriveva messaggi del tipo: "Con chi inciuci? Cosa fai?"
"Naadirah era meglio quando non amava Gold"
...
Ci hanno provato, non c'è che dire.
Persone che hanno avuto relazioni con me e con lui (VIRTUALI!!)
Sono cose che succedono spesso alle coppie felici che esprimono liberamente il loro rapporto con la scrittura.
Mi domando solo:
Come fanno queste persone a parlare d'amore, se sono le prime a voler vedere distrutto quello altrui?
Non ha molto senso.
In ogni caso, non ci sono riuscite.
Più ci hanno provato, più ci hanno unito.
La cosa deve fare davvero male, mi rendo conto.
"Amore non muta in poche ore o settimane,
Il nostro amore era l'invidia di chi è solo (S. Endrigo)

Io penso tu stia solo cercando una fuga con donne più forti e "vere" di te.. trovati prima, sii sincero con te stesso o ferirai anche lei allo stesso modo o forse di più"
aspetta aspetta...aspetta che sia tu a dire, tu ad agire, tu a pensare....
eppure su Sl si presenta tutto diverso...sembra possa riempirti la vita....ma è solo pixel...
Cmq contenta tu...."
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato" (Shakespeare)
La scena è stata questa: io al computer e Paky in giro per casa. Rientra in sala e mi trova immobile e silenziosa davanti a ciò che leggo. Mi chiede cosa succede. Giro lentamente la testa verso di lui. Dice che ho parlato a labbra strette, di pietra anche quelle, e gli ho detto lentamente: " Me lo pubblicano...". "Chi? Come? Quando?", lui rideva. A quanto pare mi sono sbloccata solo dopo qualche ora. E così la mia storia in Second Life diventerà un libro. Tutto quello che mi è capitato, le mie avventure di escort, i clienti, il forum, il branco, il mio primo amore trasformato in odio, la storia d'amore con Paky. Tutto verrà immortalato. Ed io ancora non riesco a crederci. Poco tempo fa Paky era in casa mia a leggerlo e rileggerlo per trovare gli errori che mi erano sfuggiti. Ogni capitolo corretto un brindisi. Il vino ha bagnato i nostri sorrisi ed è stato testimone di questo rapporto che è cresciuto, si è rinsaldato, ha rivoluzionato la mia vita. Io che volevo restare single per sempre, adesso condividerò con questo ragazzo anche la mia casa. In effetti non ha molto senso passare 20 ore su 24 al telefono. Se c'è un'esigenza fisica bisogna soddisfarla. Second Life è stato importante, basilare, per la mia crescita come scrittura e per la conoscenza del mio compagno. Ricordo ancora Terence Back, nei nostri primi incontri, quando mi lesse ad alta voce un pezzo del mio blog, facendomi sentire, da estranea, che era davvero emozionante. Le sue parole: "Pubblicalo, hai talento.. credici.." sono state la spinta decisiva. Leòn, che veniva a trovarmi e continuava a ripetermelo: "Che aspetti? sono sicuro di ciò che dico.. verrà pubblicato!". E gli amici di Salimar.. Jacaranda.. Jozeph.. Wapy.. vi ringrazio caldamente davvero tutti. Ci sono stati momenti in cui avrei mollato, in cui non mi sentivo sicura, sono disfattista per natura, e se non fosse stato per Paky probabilmente nessun editore avrebbe ricevuto il mio racconto. Hanno tentato di sporcarci, di disfarci questo piccolo paradiso, col pettegolezzo, con l'invidia, l'intolleranza, nel nostro amato mondo virtuale. Nel reale invece la gente è felice per noi. Nel reale ci sentiamo più leggeri. Proprio per l'importanza che abbiamo dato al metaverso, come base di partenza per la nostra creatività, le nostre idee, le relazioni che si sono create, dall'altra parte le maldicenze hanno ferito, e forse più Paky di me, (ci ero abituata). Fatto sta che ci prendiamo una pausa, e non significa scappare. Faremo ancora serate letterarie, discussioni, a Salimar, tra qualche tempo. Ma per ora dobbiamo "disintossicarci" e soprattutto dedicarci l'un l'altro in questa realtà che si prospetta intensa, serena, fatta di piccole grandi cose. Questo è il periodo in cui io mi dedico al fare collane con pietre indiane. Ne faccio tante, donne della mia città le indossano e spargono la voce. E' il periodo in cui organizzo spettacoli di danza. Il periodo in cui vado al mio mare per ritrovarmi a luglio già abbronzata e perché mi piace quel calore che si avverte nei mesi primaverili. Certo, non è paragonabile al mare di Salimar, ma in un certo senso lo considero simile. Lo lego ad un senso di pace e tranquillità interiore che da sempre mi trasmette. E in tutto questo ci sarà Lui. Sarà strano, sarà difficile, sarà anche divertente, e splendido. E' ciò che voglio. Che si prenda cura di me, così giovane ma così protettivo e rincuorante. Inizierò un secondo libro, stavolta niente di autobiografico, o forse sì ... qualche traccia di noi c'è sempre negli scritti. E quando torneremo in Second Life, saremo ancora più ricchi dentro, e di sicuro più sereni di adesso. C'è stato un odio "generale" verso nemici "costruiti" dal proprio immaginario che ci ha visti coinvolti, senza tentare nemmeno di conoscerci a fondo, il tutto nato probabilmente da problemi personali inconsci... nel reale io e Paky siamo persone amate come tutti. Strano ritrovare ostilità nel virtuale, se è vero che qui viene rispecchiata la propria personalità. Significativo, direi. Una volta Trilly mi disse che non sopportava chi sfruttava Second Life per scrivere un libro sparendo subito dopo. Sono certa che capirà che il mio è un caso differente. Che forse sono stata l'unica persona che ha scritto ciò che davvero ha provato e vissuto. Ringrazio lei ed Ash per avermi seguita fin qui. Il rumore che è stato creato nel finale del nostro primo capitolo di storia virtuale voleva essere una lezione morale. Volevamo dimostrare la debolezza dell'animo umano, esasperata dietro la maschera di un monitor, ma siamo certi che le vostre persone reali sono diverse, e che se ci incontrassimo per strada tutto prenderebbe altra piega. I fantasmi virtuali si dileguerebbero per lasciare spazio a sensazioni visive e tattili che potrebbero stupire, confondere, far cambiare il proprio punto di vista. Finisco con un consiglio. Questa voglia di stringere relazioni amichevoli attraverso internet e che vi fa creare dei gruppi, concentratela di più dal vivo. Rischiamo di diventare sempre più orsi. Sempre più distanti da chi ha bisogno davvero di noi. "Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana. Oh no! Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato" (W. Shakespeare)
Giro le carte tra le mani. Le stesse che tu stai rileggendo più volte dall'altra parte del mondo. Sorridiamo distanti. Mi sembra di assistere alla tua emozione. Mi sembra di sentire le tue mani che tremano. E' tutto più lento ora. Persino il voltarsi a guardare quando sono chiamata. Quell'istante che mi imiti prendendomi in giro. Ho un inizio di lacrima che vorrebbe scendere per la gioia. Ma puntualmente torna indietro. Il pensiero corre alle lotte per il posto più largo nel letto. O agli scherzi che subisci ogni giorno perché ti piace sentirmi ridere. A volte basta incontrare una persona per far crollare tutte le nostre certezze. Ti ho chiesto quella cosa perchè porti con te la Rivoluzione. E non è per queste carte che la mia lacrima desidera rigare il volto. Sei Tu. Tu sei il mio Successo più ambito.
Mio caro Ragazzo dagli Occhi e dal Cuore d'Oro, quando ti ho incontrato, ti ho scritto come una poesia. Sai come funziona il procedimento: mi assento per un attimo dal mondo, mi fermo per una sensazione provata, e corro a partorire di getto le rime. A volte le rileggo poco convinta di ciò che volevo esprimere, e mi accorgo invece di aver realizzato una Storia. Dalle parole costruisco un grattacielo di sentimenti e chiunque può ritrovarsi ad esplorarlo, da cima a fondo, risalendo fino all'ultimo piano per respirare un'aria nuova. Ti ho costruito così come un mio scritto. Quello che è emerso dal foglio è stato superbo, meraviglioso, tanto da innamorarmene. Mi sono accorta che eri reale ed incarnavi lo specchio esatto di ciò che inseguivo da sempre. Ciò che ho edificato, veniva generato dalla tua stessa essenza. Più ti ammiro, più resto ammaliata. Più parliamo, più ho sete di altre parole. Più passiamo ore insieme, più mi sembrano poche. Siamo finiti per diventare persone asociali, perchè in questo periodo abbiamo urgente bisogno soltanto di noi. Ed è sempre più ingiusta la partenza di quel treno. Dovrebbe camminare all'indietro per seguire un comando di Natura, quello che ci lega. Così ho deciso di scrivere prossimamente qualcosa che, materializzandosi, ti porterà nella mia casa. Tu dirai che ci sei già tante volte. Ma stavolta sarà diverso. Quello scritto renderà concreta la cosa più bella che ci sia mai capitata da quando siamo venuti al mondo. Lo ammetto, tu lo sei. In attesa dell'avverarsi della mia profetica scrittura, tua per ancora tanto tempo, XXX (nome reale di Naadirah Graves).
Gold and Red Prima fu il Mare di Carne... Poi fu l'oro degli occhi ad incrociarsi... E che ora guarda solo Te. Ti adoro. (Ossicino LOL)


ISTRUZIONI PER L'USO * Ieri è stata una pessima giornata. Io e Gold abbiamo litigato appena ci siamo visti perchè mi ha fatto aspettare trenta minuti nel luogo dell'appuntamento. Non sopporto i ritardi. Per tutta la durata del "passeggio" non parlava d'altro che di Second Life. Sembra totalmente deviato. Mi chiedo perchè sto ancora a sentire i suoi discorsi virtuali. Mi ha portato in un bar pessimo, il gelato faceva schifo, l'ho lasciato a metà e gli ho chiesto di finirlo, visto che a lui piaceva così tanto. Fortuna che ho incontrato dei miei amici, li ho tenuti più a lungo possibile con me, e temevo andassero via da un momento all'altro lasciandomi sola con Gold. Poi però è giunta l'ora della batosta. Siamo tornati soli. A quel punto gli è venuto in mente di sedersi davanti alla mia ex-scuola, per leggere con me un disastro di libro, un disastro di argomento, ho finto interesse ma cominciavo ad avvertire i primi sintomi di claustrofobia. Quando mi ha baciata ho provato repulsione. Non è riuscito nemmeno a trovarmi un posto "normale" dove sederci. I bar chiudevano tutti. C'era solo una panchina di fronte a tante antenne paraboliche. Che mancanza di stile! Siamo stati quasi due ore senza parlare. Infine mi ha chiesto: "Vuoi che vada?". Ed io: "Sì, ho da fare con gli amici". E sceglie il treno che parte prima possibile. Ci lasciamo senza salutarci, senza guardarci, senza continuare la conversazione sul cellulare. E' andato, mi sento leggera come una nuvola. Non mi manca per niente. Ma chi ce l'ha portato questo nella mia prima vita?
(Scritto di getto e con tanta voglia di far spaventare Gold quando lo leggerà) * : LEGGERE ALL'INVERSO
Napoli ventosa. Appena arrivo gli chiedo il solito gelato. Lui accetta con un mezzo sorriso. "Almeno qui il gelato mangialo in maniera normale!". Il suo rimprovero è d'obbligo, perchè io NON mangio i gelati in maniera normale. Credo abbia avuto un principio di erezione mentale. Mi concede la passeggiata che desidero fare, culliamo i passi al ritmo dei fischi dei contrabbandieri, che avvisano delle sirene in vicinanza. Osserviamo come tentano di imbrogliarci dei tipi che "fingono" di fare scommesse, nascondendo una pallina sotto tre campanelle. Io ammiro questa forma di recitazione, meglio di quel tipo chiamato sca Marcio che ha sempre la stessa espressione stampata in faccia. Lui invece ci è abituato e non li sopporta. A volte le mani si toccano, ma mantengo la distanza, mi vergogno per il suo volto da bambino, cosa penserà la gente, sono vecchia accanto a lui... forse un giorno mi passerà.. Gli racconto di come ho risolto un problema di blocco intestinale. Porto un libro di Fabio Volo in bagno. Gli racconto di cose della mia vita quando vivevo da queste parti. Lui passa dal sorriso alla riflessione in pochi istanti. Spesso ascolta in silenzio. Ma so che il suo cervello "eccelso" (LOL) sta elaborando. A volte parliamo il dialetto del luogo. Con la lontananza lo sto dimenticando. "Senti, ho bisogno di schifezze questi giorni, me la concedi una schifosa pizza con tanto olio?". Mi concede tutto. L'olio gli cola sul tovagliolo, glielo faccio notare. "Lascialo cadere". Non riesco a staccare gli occhi dai suoi e dall'olio che si versa come rubinetto lasciato un po' aperto. "Sembri più vecchio di me". Nei suoi occhi ci sono strisce d'oro. Mi accarezza la guancia. Mi accompagna all'autobus, mancano pochi minuti alla partenza. Vorrei baciarlo. Si avvicina il venditore di calzini che si appiccica addosso. Tenta di venderci un ombrello. Poi dei "fantasmini". Poi ci da i numeri da giocare: il morto, il pezzente, gli amici. E torna indietro nel discorso come un registratore, per riprendere daccapo. Lui sembra infastidito, alla fine però ha l'ombrello in mano. Il tizio non ci molla. Scappo sull'autobus in partenza. Da lì sopra non riesce a vedermi, perchè i vetri sono scuri, ma resta fuori ad attendere la partenza. Io gesticolo inutilmente. Il tizio dei calzini gli si avvicina ancora, riattacca bottone. Lui gli mostra l'ombrellino leggermente irritato, e scappa. Affretta il passo. Gli scrivo: "Sei un cafone, vai via senza salutarmi". "C'era l'uomo dei calzini!!". Rido. Vedo di lui un puntino ormai. E' proprio bello, il mio Gold.
Mi guarda sempre come se fosse la prima volta.
"); //--> "); //--> "); //--> "); //--> "); //-->